Chichibio un cuoco stravagante, “pazzariello” con iniziative e fantasie infinite, spiritoso e sempre alla ricerca di novità, ecco da dove proviene il nome: il Boccaccio, il Decamerone, il Cuoco.
Il Ristorante-Trattoria Chichibio si trova nel cuore del centro storico di Caserta a circa 80 metri dall’ingresso principale della favolosa più che unica Reggia di Caserta. Si affaccia sulla piazzetta Sant’Elena e divide le due strade via Ferrante e via Mazzocchi che confluiscono in via Mazzini, centro dello shopping Casertano.
In origine quel complesso di abitazioni ospitava gli operai e precisamente i fabbri,  che contribuivano alla costruzione della Reggia.
Alle spalle di questo stabile, facendo una conversione a “U” e a non più di 100 metri, possiamo ammirare il palazzetto denominato “delle quattro colonne”, dimora di Luigi Vanvitelli dal 1752 al 1773 anno della sua morte.
La trattoria dispone di una saletta esterna, e sale interne su tre livelli. Per una cena a lume di candela al secondo piano è situato un balconcino che ospita due tavoli, da cui si ammira il piazzale d’ingresso, parte dei giardini della Flora nonché la parte  laterale dalla Reggia.
Risulta complesso elencare piatti e specialità in quanto i menù sono legati ai prodotti di stagione e subiscono continui cambiamenti facendo di “Chichibio” un locale unico nel suo genere in Caserta e non solo.
Carne, Pesce e Tartufo sono i pilastri dei nostri menù selezionati in base al periodo dell’anno.
Il Pesce selezionato e freschissimo con arrivi giornalieri. Sempre a vista in vetrina: granchi, granseole, astici e scampi vivi non mancano mai, gamberoni rossi di Mazara, lumaconi di mare, ammarièlli, cicinielli, marruzzièlli,  fanno di Chichibio il fiore all’occhiello della cucina di  mare a Caserta, senza parlare di ricci, baccalà, salmone e filetto di tonno freschissimi, l’eccellente pesce Spada dà a questo locale una vera garanzia di freschezza.
La Carne da sempre cotta e servita su pietra ollare senza alcuna aggiunta di grassi e/o spezie. L’ esperienza ci ha insegnato che la buona carne deve essere mangiata così com’è.
Scottona, di manzo Chianina, manzo del Nebraska, manzo di Black Angus Argentino, e un eccellente Bisonte (buffalo) delle praterie del Sud Dakota City, Nebraska, USA, il riassunto di esperienza di anni in materia di carni.
Il Tartufo  è stata una scelta per anni curata e seguita con convinzione e pazienza con arrivi una due volte a settimana, in quanto era un prodotto poco utilizzato nei menù casertani.  Oggi tutti conoscono i menù al tartufo di “Chichibio”  al punto che finalmente anche altri ristoratori stanno prendendo l’ iniziativa. Sempre fresco il “TuberMesentericum Vitt” o Tartufo nero di Bagnoli Irpino associati alle piante di faggio o pino nero,Tuber melanosporumo Tartufo nero pregiato di Norcia che nasce su colline più alte nei pressi di querce, noccioli e lecci, e ancora Tuber borchi Vitt. o bianchetto, Tuber brumale o invernale, Tuber macrosporum Vitt. o nero liscio, Tuber aestivum Vitt. o chiamato Scorzone (tartufo estivo). La loro scelta e la preparazione sono conditi con passione e tanta semplicità come richiesto dalla tradizione.
Il Porcino o bronzino o capinera,  non poteva mancare, di ottima qualità  proveniente dalle zone del Lago Laceno e i monti del Matese.
La carta dei vini non è da meno, un accenno al Piemonte, al Veneto, alla Toscana, ai Gewürztraminer del trentino, alla Sicilia, la Sardegna, la Puglia, all’Aglianico del Vulture (Basilicata), privilegiando i vini campani, la Falanghina, il Greco, il Fiano, il Piedirosso, Campi Flegrei, la Costa D’Amalfi, la penisola Sorrentina, gli eccellenti “Taurasi” per finire con gli antichi vigneti  vini del territorio Casertano, il Casavecchia, il Pallagrello, e il Falerno “Falernum” soprannominato dagli antichi Romani già nel 500 A.C.  “il nettare degli Dei”.

 

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